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Foto © Nico Elia
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Angelo
Olivieri tromba, flicorno soprano, pocket trumpet Pierpaolo Faggiano - estratto dalle note di copertina “Echoes”, quintetto
live del 2006 con Olivieri assieme ai sax di Innarella, Battiston al piano
e la prodigiosa ritmica di Parker e Drake. Energia pulsante che l'avanguardia
free rivisita secondo un impianto armonico moderno e peculiare, con strutture
limpide che lasciano spazio a un intenso vigore improvvisativo. Cinque
densi brani di dialogo pressoché perfetto, con Innarella e Olivieri
a inseguirsi in un gioco di rimandi sottolineati dal tocco percussivo
di Battiston e dal drumming di Drake. Menzione d'onore per Parker, capace
di un costante supporto fondamentale in timbro e corpo e assolutamente
portentoso nel marcare con evidenza il funk-free di Is life a B-movie?,
perla dell'album. Registrato dal vivo al CeglieJazz
Open Festival nel 2006, Echoes vede Olivieri in un contesto assai diverso,
in cui le sue nitide melodie si librano, insieme alle travolgenti ma lucide
perorazioni di Pasquale Innarella ai sassofoni, sul fondale scuro e mosso
creato dal contrabbasso di Hamid Drake, dalle percussioni di Hamid Drake
e da Armando Battiston, che si esibisce al pianoforte e ai flauti con
frequenti notazioni umoristiche. In Lament for Tookie Williams Olivieri
sfodera effetti a mezze valvole che rimandando al trombettista ellingtoniano
e a Lester Bowie, mentre l'ultimo brano vede il gruppo costruire una lirica
improvvisazione a partire da un notevole assolo di Battiston al flauto
dolce (sembra di sentire sullo sfondo un digeridu non indicato in copertina:
forse Innarella?). È musica con un solido senso della costruzione
che recupera molto di quello che è successo nel jazz degli ultimi
quarant'anni ed è capace di feroce ironia e delicato lirismo: documento
di un incontro musicale riuscito e spesso entusiasmante. Registrato nell’estate del
2006 in Puglia durante il Ceglie Open Festival, questo potente documento
live è la testimonianza di quanta buona ed originale musica venga
suonata durante certe preziose serate di rassegne italiane e quanto prolifici
e significativi possano essere gli incontri fra le nostre “menti”
musicali più fervide e i grandi musicisti (segnatamente afro-americani)
“alternativi” alle correnti più sfruttate commercialmente
e perciò fuori dai giochi di mercato. Il solo approccio introduttivo
alle prime note di Shouts, lungo brano di apertura di questo concerto,
può esemplificare il tutto: vi si trova una pregnante per quanto
imperfetta compenetrazione fra gli interpreti, la ruvidezza dell’esecuzione
dal vivo, l’intensità partecipativa, la potente energia della
musica jazz, con le sue origini blues e spiritual, unite da una pulsante
urgenza ritmica. Ad un certo punto del brano, nel quale già si
pongono in evidenza le peculiarità dei diversi strumenti, le brevi
note del flauto del vulcanico Armando Battiston segnano una svolta che
trasporta in un altro territorio e nella seconda traccia Lament For Tookie
Williams (giustiziato negli USA qualche anno fa dopo lunga detenzione),
più riflessiva e meditata ed ancora estremamente affascinante,
dove la musica diventa più corale in alternanza agli assoli della
tromba di Angelo Olivieri e del sax di Pasquale Innarella. Ed anche negli
altri tre brani del disco le soluzioni interpretative si risolvono in
lunghe tirate musicali che si ascoltano di impeto, senza timore di stanchezza
e con grande partecipazione, come deve aver fatto il pubbico della serata,
peraltro molto attento. Grazie alla bravura e soprattutto all’apertura
mentale di tali musicisti: i ben noti Hamid Drake e William Parker, consolidati
frequentatori delle platee italiane, gli ispiratissimi Pasquale Innarella
e Angelo Olivieri ai fiati, l’imprevedibile e ironico Armando Battiston.
Una formazione che forse non ritroveremo facilmente e che proprio per
questo andrebbe conservata su questo prezioso documento.
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