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Foto © Carlo Tariciotti
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Angelo
Olivieri tromba, flicorno soprano Ascolta i brani musicali dal sito della collana jèi Comunicato CD Nadir n.
003 collana “Jazz è Improvvisazione” (jèi) dell’etichetta
Terre Sommerse. Stampa e web estratto da IL TALENTO ECLETTICO
DI ANGELO OLIVIERI estratto da DALLE TERRE SOMMERSE
SPUNTA LA TROMBA DI OLIVIERI […] La sua principale attrattiva
è la naturale cantabilità di percorsi e il ricco interplay
che emerge dai vari brani, talvolta astratti ma sempre intensamente lirici.
I due strumentisti eseguono temi personali accanto a jazz standards e
brani popolari dimostrando buon gusto e inventiva. Tra i momenti migliori
ricordiamo l'evansiano “Turn Out the Stars”, il mingusiano
“Goodbye Pork Pie Hat” e “The Stars And The Pilgrims”,
velato omaggio di Olivieri ad Enrico Rava […]. Da una delicata ballata per vecchi amanti,
alle riletture di canti popolari angolani o più nostranamente toscani,
a standard di Michel Legrand, Charlie Mingus o Bill Evans fino a Béla
Bartók e con il complemento di alcuni brani originali, il trombettista
Angelo Olivieri ed il pianista Alessandro De Angelis costruiscono le sottili
trame di questo loro Nadir che esce per l’etichetta Terre Sommerse.
Si tratta in realtà di registrazioni di due periodi abbastanza
lontani (fra il 2003 ed il 2006), nell’arco di un periodo durante
il quale i due musicisti hanno continuato a suonare insieme giungendo
alfine a questa produzione. In realtà, nell’economia del
duo e nel risultato finale, la tromba di Olivieri (a tratti squillante
ed assertiva, a tratti ripiegata fascinosamente su suoni più intimisti)
prende spesso il sopravvento sul timido e discreto piano di De Angelis,
che sembra più intento ad accompagnare che a prendersi spazi in
solo (anche con il Rhodes), se non in alcuni momenti di pura alternanza
in duetto (Boppin’ o Turn Out the Stars di Evans, molto bella).
Quando i due musicisti interagiscono fattivamente e con creatività
la musica assume i colori più belli, mentre quando si crea uno
squilibrio tra i due la tromba primeggia ma rischia di gigioneggiare troppo
e la coesione del progetto perde un po’ di sostanza. Il disco contiene
comunque alcuni brani di grande fascino come la rilettura di Good Bye
Pork Pie Hat e la conclusiva Maremma e ha il merito usuale dei lavori
in duo di esaltare l’ascolto davvero completo e “nudo”
di uno strumento, oltre a quello peculiare di questo disco di portare
all’ascolto un repertorio di grande varietà ed originalità.
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